ACQUARIOFILO

…….Il blog di acquari, laghetti, pesci e molto altro ancora

MIMETISMO E ADATTAMENTO DEI PESCI


Penso sempre che l’acquariofilia sia più affascinante nel momento in cui si ha la possibilità di gestire più vasche perchè ti permette di allargare le vedute sulle caratteristiche di alcuni pesci che per assurdo molta gente li compra solo per “pulire” l’acquario o solo perché sono belli

Rovistando nei meandri i internet, la mia attenzione si ferma spesso alle foto dei pesci scattate nei loro ambienti naturali e l’aspetto più affascinante di alcune foto è la capacità dei pesci di nascondersi nell’ambiente che li circonda nonostante i colori sgargianti.

Spesso e volentieri queste caratteristiche colorazioni riservano delle sorprese;  pensiamo un pò al classico scolorimento improvviso dei Paracheirodon axelrodi e dei Paracheidodon innesi (tetra neon e tetra cardinale). A primo impatto ci spaventa ma indagando bene si può scoprire che semplicemente (si fa per dire!) è un meccanismo di difesa o per meglio dire, è un modo di far perdere le proprie tracce rendendosi meno appariscenti nel momento in cui si sentono in pericolo; viceversa assumo colorazioni brillanti e si uniscono in gruppi di centinaia di individui per simulare un grosso esemplare, scoraggiare eventuali attacchi e aumentare le possibilità di sopravvivenza come a dire “dici che capita pari pari a me?!?”.

Di esempi di questo genere ce ne sono tantissimi in natura, pensiamo un po’ ad un Trichogaster trichopterus var. dorata oppure ad un brillante T. microlepis, ad un coloratissimo Puntius tichto o ad una qualsiasi specie che abbiamo in acquario e facciamo un esperimento: aprite il coperchio allontanatevi un pò e guardate i vostri pesci dall’alto.

Cosa notate…. Non si vedono tanto bene vero?

Eppure sappiamo dove sono, li guardiamo a pochi centimetri di distanza e sono coloratissimi!

Nonostante la vista umana sia “quasi” eccezionale rispetto a quella dei loro predatori spesso e volentieri i pesci non si fanno notare facilmente in uno stagno o in un ruscello figuriamoci poi in acque torbide.

In tutto questo rientra l’evoluzione delle specie che nel corso dei secoli a lasciato sopravvivere e prosperare le specie con una particolare capacità di adattarsi o meno in determinati luoghi con particolari circostanze ambientali, biologiche, ecc.

Alcuni esempi pratici

I P. Altum vivono nei corsi d’acqua dove c’è maggiore affollamento di radici degli alberi sommersi e le loro strisce scure verticali hanno spesso la funzione di confondere i predatori.

Le lunghe pinne e/o le intense colorazioni delle stesse, forme rotondeggianti iridescenti, colorazioni intense ecc. Hanno spesso la funzione di confondere il predatore facendogli portare l’attacco alle pinne che spesso imitano l’occhio e confondendo il predatore ed è per questo che quasi sempre i pesci di cattura hanno le pinne morsicate. Un classico esempio è il discus selvatico, difficilmente se ne cattura uno con le pinne integre.

I corydoras vivono in gruppi di 3 specie diverse ed alcuni di essi imitano, in comportamento e colorazione di quelli che hanno sviluppato pinne con spine velenose o con colorazioni che riconosciuti dai predatori desistono nel affrontare un attacco.

Fare un discorso seppur di tipo generale sugli aspetti dell’evoluzione dei pesci e sul mimetismo mulleriano, oltre ad essere non di mia competenza, sarebbe assurdo, poiché ogni singola specie ha caratteristiche specifiche e lo si può capire benissimo anche dalla continua scoperta di nuove specie e di nuovi aspetti biologici e vitali che interessano il comportamento o il perché abbiano attivato particolari meccanismi di difesa.

L’aspetto dell’evoluzione che più mi piace dei pesci che abbiamo comunemente in acquario non è tanto dato dalla forma che hanno ma dai colori che spesso assumono anche in acquario.

Di recente ho spostato alcuni loricaridi e dei corydoras in una nuova vasca a loro dedicata, e con grande stupore non ho potuto fare a meno di notare quanto sia diverso il loro adattamento da una vasca all’altra.

I pesci sono passati da un fondo marrone scuro ad uno chiaro e posso affermare che si rimane veramente sorpresi vedendo come cambia il comportamento di ogni singolo pesce da un ambiente ad un altro.

Nelle foto sotto:
FOTO 1 – I  neon all’accensione delle luci o durante un segnale di pericolo perdono completamente la colorazione.

FOTO 2 – I mastacembelus si nascondono con la testa e la coda fuori dal fondo per predare (la testa) e non essere predati (la coda)

FOTO 3-4 -5- 7 Guardate un pò la loricaria parva nella foto è perfettamente mimetizzata con il fondo. La capacità di mimetizzarsi è sorprendente che a volte mi è difficile trovarli in acquario. Da notare qnto sia diversa la colorazione che assumono a seconda del colore del fondo (foto 3 e 4)

Foto 6 – 8 Corydoras paleatus che su fondo chiaro accenna appena appena le classiche macchie scure iridescenti mentre su fondo scuro si notano benissimo le macchie platinate Il Coydoras (foto 8) ha una colorazione molto più scura su fondo scuro e più chiara su fondo chiaro (nella foto 6 il corydoras a destra è lo stesso pesce) .La capacità dei corydoras di mimetizzarsi nell’ambiente (già descritta in un bellissimo articolo qui ) ed e’molto varia e possono cambiare (seppur di poco) la loro livrea anche  prima  e dopo l’accensione delle luci.

Questo articolo è solo una piccola parte di quello che ho visto accadere nei miei acquari ma tuttora raccogliendo le idee in questo blog penso sempre che con qualche sguardo ai nostri 4 vetri e qualche  domanda i più il nostro, può essere, un hobby veramente fantastico.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 agosto 2011 da in L'acquario in natura, Pesci con tag , .

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