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Riproduzione Puntius padamya (ex Barbus odessa)


Come da promessa fatta nel 2011, durante il Natale sono riuscito a seguire la riproduzione dei Puntius padamya. Per motivi di tempo e di mancanza d’osservazione avevo più volte provato a far deporre questa specie senza aver mai ottenuto risultati positivi.

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Attenzione non parlo di accrescimento dei piccoli ma della deposizione delle uova che in svariati tentativi non è mai avvenuta.

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E così! approfittando di qualche giorno di ferie ho di nuovo isolato la femmina matura ed il maschio con la colorazione più intensa in una vasca da 20L con acqua a 130 microS/cm a pH 6,0.
Ecco gli errori commessi nei tentativi precedenti ed alcuni suggerimenti utili:

– Al contrario dei suoi “conspecifici” P.conconius e P.titteja che ho più volte riprodotto senza grossi problemi e che si riproducono non molta semplicità anche a 24°C, i P. padamya necessitano invece di temperature sui 26-27°C, volutamente non ho esagerato con la temperatura per evitare l’abbassamento del tenore di ossigeno dato che questi pesci si muovono in continuazione e con alte temperature boccheggiano un pò troppo stressandosi.
– Come descritto nelle linee guida sulle riproduzioni dei Barbus (su molti libri per neofiti), i P. padamya più delle altre specie di puntius necessitano del famoso ”MOP” o di una folta quantità di piante galleggianti che personalmente non avevo mai utilizzato. Nel mio caso ho utilizzato alcune radici molto folte di cryptocoryne.
– Nonostante la posizione della vasca in un luogo molto tranquillo, la coppia non essendoci molte piante o rifugi come in acquario, si sente molto stressata rimanendo rintanata negli angoli della vasca. Aumentando la vegetazione i P. padamya riprendono le loro splendide colorazioni con la conseguente ritrovata vitalità.

Tuttosommato i precedenti fallimenti sono stati provocati da banali errori talvolta ovvi ma che meritano attenzione per ottenere buoni risultati.

Intanto…..

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Dopo 10 giorni in vasca (oramai molto sporca a causa dell’eccessiva alimentazione!) la deposizione ha avuto successo. Le uova erano tutte incollate alle radici e solo alcune di esse erano cadute nella rete sottostante ed è qui che è arrivato il difficile!

Premetto che non avevo volutamente inserito l’aeratore per evitare un’eccessiva corrente in acqua e sfortunatamente molte uova rimaste attaccate alle radici sono state mangiate. L’aeratore avrebbe aiutato la caduta delle uova evitando che fossero mangiate dai genitori comunque il tempestivo spostamento dei genitori preserva le uova dall’essere mangiate.

Da qui in poi… una tragedia finita quasi bene!

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Allontanati i genitori ho atteso la schiusa ed il riassorbimento del sacco vitellino succedutosi dopo circa 5 giorni ma l’aeratore creava delle fastidiose correnti in superficie non permettendo ai piccoli di salire in superficie a pelo d’acqua e respirare (credo! Non ho informazioni in merito), fatto stà che in poche ore l’80% dei piccoli sono morti.
Appena mi sono accorto dell’avvenuto ho abbassato il livello dell’acqua ed ho eliminato l’aeratore sostituito da 3 piccoli cambi al giorno. Fin qui tutto bene, quei 30 avannotti hanno iniziato a nuotare ed ho provveduto a somministrare le anguillole dell’aceto.

Non appena il nuoto dei piccoli é stato regolare ho provveduto ad effettuare un cambio al giorno con e ad inserire nuovamente l’aeratore.

CONCLUSIONI

Dopo svariati tentativi sono riuscito ad ottenere la deposizione di questa specie, l’insuccesso anche se dovuto alla somma di tanti piccoli e banali problemi hanno comunque portato ad un insegnamento:

  1. Non finire mai di leggere le libri, riviste, articoli ecc.
  2. Preparare la vasca nel miglior modo possibile per la riproduzione, ti permette di avere maggiori probabilità di successo per l’accrescimento degli avannotti.
  3. Cambi frequenti e tutti i giorni.
  4. Non lasciare mai niente al caso.
  5. BUONA FORTUNA (quella serve sempre!).
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Questa voce è stata pubblicata il 19 gennaio 2012 da in Riproduzioni con tag , , , , .

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